Schede Bonsai

Descrizione

Il genere è composto da oltre 150 specie e molteplici varietà (tutte caducifoglie) differenti per la forma delle foglie e sfumature di colori soprattutto nella veste autunnale. Resistenti al freddo mal sopportano il caldo umido del meridione e devono trovare quindi la giusta collocazione soprattutto durante i periodi più afosi che solitamente vanno da giugno a settembre. Buoni risultati sono stati ottenuti con l'acero campestre, essenza più robusta ma meno spettacolare, mentre ancora non si è riusciti a sviluppare una tecnica sicura per quanto riguarda le altre varietà. Il terreno deve essere leggero e privo di ristagni d'acqua, calcareo per le specie "nostrane" e leggermente più acido per quelle orientali. Le annaffiature dovranno essere frequenti avendo però l'accortezza di dare tempo al terreno per asciugarsi onde evitare la formazione di funghi. L'esposizione consigliata è in pieno sole in primavera (per limitare l'allungamento eccessivo dei germogli) e in autunno (per favorire la colorazione delle foglie) ma rigorosamente ombreggiata in estate. Il rinvaso si effettua in primavera, prima della riprese vegetativa ogni due anni per le piante più giovani, ogni tre per quelle più vecchie.

Descrizione

Il Ficus è il classico bonsai da interno. Riesce a vegetare bene in ambienti poco luminosi, dove altre piante non riuscirebbero a sopravvivere e richiede pochissime cure per vivere in salute. Le varietà esistenti in natura sono migliaia (a cominciare dal Fico comune, fino ad arrivare ai Ficus repens rampicanti) ma quello che viene maggiormente utilizzato nella tecnica bonsai è il Ficus Retusa. Il tronco di questo Ficus è robusto e sinuoso, con la corteccia molto chiara, a volte segnata da chiazze bianche orizzontali. Negli esemplari adulti la base del tronco si presenta ricca di radici contorte che suscitano sempre una forte impressione; ma la caratteristica che rende il Ficus unico tra i bonsai, è quella delle radici aeree: le quali, partendo dai rami arrivando fino a terra, diventando a loro volta dei tronchi secondari. Le foglie sono ovali, appuntite, di un bel verde intenso, inoltre, non è raro veder fruttificare questa pianta, che produce dei piccoli fichi giallognoli.

Esposizione

In primavera, quando le temperature non scendono più sotto i dieci gradi, è conveniente tenere il bonsai all'esterno in pieno sole: un'adeguata illuminazione permette alla pianta di vegetare con vigore, producendo rami robusti, foglie piccole, vegetazione compatta ed uniforme. In estate, a differenza degli altri bonsai, il Ficus può anche rimanere al sole, a patto che il vaso venga riparato dai raggi solari, per non far surriscaldare l'apparato radicale; oppure, lo si può riportare in casa collocandolo in una posizione ben illuminata davanti ad una finestra. In autunno, il Ficus può rimanere in casa, oppure si può tenere all'aperto. Naturalmente, quando le temperature iniziano a scendere sotto i 10°, si deve immediatamente ricoverare il bonsai in casa. In inverno, i Ficus debbono rimanere in casa poiché, come già detto, questa essenza non sopporta temperature sotto i 10°. In generale nel sud-Italia ed in particolare a Taranto questa essenza ha dato ottimi risultati tenuta all'esterno per tutto l'anno protetta però dai raggi del sole soprattutto nei periodi più caldi. Un sottovaso riempito di ghiaia bagnata contribuisce a mantenere la giusta umidità alla pianta, sia d'estate, quando fa caldo, sia d'inverno, quando i termosifoni accesi seccano l'aria. Questa sistemazione, oltre a mantenere un microclima più idoneo al bonsai, si rivela utile anche per scongiurare le infestazioni di ragno rosso. Se la finestra è esposta al sole, andrà velata da una tenda per evitare che le foglie vengano ustionate dall'"effetto lente".

Annaffiatura

Servendosi di un annaffiatoio con soffione delicato, irrigare il Ficus abbondantemente, ma solo quando il terreno si presenta asciutto, ripetendo l'operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto, per fare in modo che il substrato assorba completamente l'acqua versata. Se il bonsai viene tenuto in casa, diventa importantissimo accertarsi, prima di annaffiare, che il terriccio non sia ancora bagnato. In autunno, quando le giornate iniziano ad accorciarsi e il sole è più basso, le irrigazioni vanno diradate, poiché il bonsai consumerà molta meno acqua, rispetto al periodo estivo.

Potatura

Il periodo migliore per effettuare la potatura del Ficus è la primavera: in aprile-maggio si possono tagliare i rami con la certezza di una pronta ripresa vegetativa. Da ricordare che il legno di questa pianta è tenero e fibroso, perciò, la cicatrizzazione avviene in modo veloce ma non molto estetico: specialmente i tagli grandi tendono a formare un rigonfiamento eccessivo, quindi, è importantissimo medicarli con la pasta cicatrizzante. La potatura dei rami si effettua con la tronchese concava e la scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati i rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, o che crescono verso l'interno e quelli che nascono sotto la base di un'altro ramo; inoltre, in presenza di rami contrapposti o paralleli, uno dei due va tagliato.

Pinzatura

Nel Ficus la produzione di nuovi germogli è praticamente continua durante tutto l'anno, perciò, bisogna ricorrere più volte alla tecnica della pinzatura, allo scopo di mantenere la linea del bonsai che, se non cimato, diverrebbe un cespuglio informe in poco tempo. Naturalmente, per non indebolire la pianta, occorre aspettare che dalla chioma fuoriescano molti germogli, con almeno 5-6 foglie, quindi, usando la forbice lunga, si effettua il taglio dopo la seconda o la terza foglia.

Defogliazione

Questa tecnica, utile per ridurre la grandezza delle foglie, si applica nel mese di giugno. L'operazione si effettua con una forbice disinfettata e ben affilata, eliminando tutte le foglie del bonsai. Dopo pochi giorni, la pianta produce nuove foglioline, più piccole delle precedenti, che rendono il bonsai proporzionato e armonioso. Per scongiurare il rischio di un ritiro di linfa, che farebbe seccare i rami rimasti nudi, è molto importante lasciare una foglia alla sommità di ogni ramo; foglia che và eliminata solo quando appaiono le nuove foglioline lungo il ramo stesso.

Rinvaso

Il periodo migliore per il rinvaso è aprile-maggio. Si usa, in genere, un vaso smaltato ovale o rettangolare, lungo circa il 70% dell'altezza del bonsai. Come per tutte le piante sempreverdi, il Ficus non và rinvasato a radice nuda: l'apparato radicale deve essere ridotto di circa la metà, cercando di non smuovere troppo il pane di terra rimanente alla base del tronco. Il substrato deve avere un buon drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama oppure un terriccio contenente sostanza organica (es. terriccio pronto) che richiederà minori annaffiature d'estate. Dopo il rinvaso, per circa venti giorni, non concimare, effettuare delle nebulizzazioni settimanali con la vitamina B e tenere il bonsai all'esterno ma non al sole.

Concimazione

Il Ficus, essendo una pianta che vive in casa, vegeta praticamente tutto l'anno, perciò le concimazioni dovranno essere continue, diradandone la frequenza solo nei mesi di novembre e dicembre. Il concime può essere liquido (da somministrare ogni 10-15 giorni) o solido a lenta cessione (somministrare ogni 40-50 giorni); in quest'ultimo caso è conveniente utilizzare il Bio-gold, il quale non provoca cattivi odori, fattore importante per delle piante che vivono in casa.

Applicazione filo

La corteccia del Ficus è particolarmente tenera e la crescita dei rami estremamente veloce, quindi, quando si applica il filo in alluminio per orientare i rami, bisogna ricordare di non stringerlo troppo, altrimenti la corteccia potrebbe rimanere segnata già dopo pochi giorni. Il filo si può applicare tutto l'anno.

Difesa dai parassiti

I nemici più acerrimi di questa pianta sono: il ragno rosso (microscopico Acaro che infesta quasi regolarmente i nostri bonsai nei mesi estivi, facendo cadere loro tutte le foglie), la cocciniglia (riconoscibile dalla presenza di piccoli "batuffoli di cotone" all'attaccatura delle foglie) e la fumaggine (polvere nera sulle foglie). Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi effettuati a cadenza settimanale, usando alternativamente, unacaricida, un anticocciniglia e un anticrittogamico.

Descrizione

In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell'arte bonsai: i grandi maestri del sol levante, gareggiano nelle prestigiose esposizioni nipponiche portando quasi esclusivamente formidabili esemplari di questa essenza. Il Ginepro infatti, è un Bonsai che permette di creare forme ardite e particolari, sconosciute alle altre essenze. Inoltre, la resistenza alle avversità climatiche e di coltivazione, la rendono una pianta facile da mantenere, senza il timore dei "colpi di secco" estivi, o delle forti gelate invernali.

Esposizione

Come per tutte le conifere (Pini, Cedri, Abeti, ecc.) è buona norma collocare il Ginepro a cielo aperto, in modo che la rugiada notturna inumidisca la chioma; se l'ambiente invece è coperto, si dovranno effettuare delle nebulizzazioni con acqua sulla vegetazione. Un fattore importante, da tener presente per avere uno sviluppo sano e armonioso di questa pianta, e che l'ambiente sia luminoso e ben ventilato. In primavera, periodo in cui spunta la nuova vegetazione, è conveniente tenere il bonsai in pieno sole: un'adeguata illuminazione permette alla pianta di allignare con vigore, producendo rami robusti, scaglie (foglie) piccole, vegetazione compatta ed uniforme. In estate, come per gli altri bonsai, è preferibile collocarlo in una posizione semiombreggiata, oppure, si può continuare a tenerlo esposto al sole, a patto di coprire i vasi per non far surriscaldare l'apparato radicale, il quale, a differenza della chioma, non sopporta il caldo; infatti, se la temperatura del terreno supera i 40 gradi, si rischia un blocco delle funzioni a livello delle radici, con il pericolo concreto di andare incontro ad un marciume radicale. In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute il periodo vegetativo che, nelle regioni del centro-sud si protrae da settembre a novembre. In inverno, i Ginepri, possono essere tenuti tranquillamente all'esterno; avendo l'accortezza, se si vive nelle regioni del nord, di proteggere il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.

Annaffiatura

L'annaffiatura del Ginepro va eseguita con cura e spirito di osservazione: il terriccio va irrigato abbondantemente quando si presenta quasi asciutto.

Potatura

Come per la maggior parte dei bonsai, il periodo migliore per effettuare la potatura è l'inverno: stagione di riposo vegetativo. Inoltre, per far sì che la pianta si riprenda velocemente dal trauma della potatura, conviene effettuare l'operazione quando è ancora nel vaso da coltivazione, rimandando il trapianto nel vaso definitivo all'anno successivo. L'operazione si effettua evitando le potature drastiche, le quali, oltre ad indebolire il bonsai, possono provocare la crescita di foglie ad aghi, decisamente antiestetiche nei Ginepri a scaglie. La scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati i rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, o che crescono verso l'interno e quelli che nascono sotto la base di un'altro ramo; inoltre,in presenza di rami contrapposti o paralleli, uno dei due va tagliato. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di medicare i tagli con la pasta cicatrizzante.

Pinzatura

Per mantenere la silhouette del bonsai e tenere separati i vari palchi di vegetazione, si effettua la pinzatura. Questa tecnica si applica durante tutto il periodo vegetativo, che va da aprile a settembre, e si esegue con le mani; questo perché i bordi delle scaglie tagliate con le forbici, dopo qualche giorno diventerebbero marroni, rovinando l'estetica del bonsai. L'operazione si effettua stringendo con l'indice e il pollice i ciuffi di vegetazione, quindi, utilizzando le stesse dita dell'altra mano, si rompe il ventaglio di scaglie che fuoriesce dal profilo. Come per la potatura, non bisogna effettuare una cimatura drastica, sia per non indebolire la pianta, sia per evitare lo sviluppo di foglie ad aghi. Nel caso che, dopo la cimatura o la potatura, dovessero apparire gli aghi, non bisogna cedere alla tentazione di eliminarli perché se ne favorirebbe l'ulteriore sviluppo, ma conviene aspettare che il bonsai torni da sé al suo stato normale.

Rinvaso

Il rinvaso del Ginepro va eseguito ogni 3 o 4 anni, operando con attenzione poiché questa essenza è molto delicata a livello delle radici. Come per la potatura, il periodo migliore per il rinvaso và da novembre a marzo. L'apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 eliminando le radici grosse e viceversa, mantenendo le radici capillari, le quali vanno solo leggermente accorciate. L'intervento va realizzato nel minor tempo possibile, in un ambiente fresco e senza vento; questo per evitare il disseccamento dei capillari che, come gia detto, sono da preservare accuratamente. Il substrato deve avere un perfetto drenaggio. Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l'inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo i bonsai appena rinvasati. Per questa pianta il post-trapianto è particolarmente traumatico, perciò, è opportuno nebulizzare settimanalmente sulla chioma una soluzione di acqua e vitamina B: dopo 4 settimane si può sospendere la vitamina e, se ci troviamo in primavera, si può procedere alla concimazione.

Concimazione

Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione.

Avvolgimento

Il filo di alluminio anodizzato si può applicare tutto l'anno; per orientare i rami si può avvolgere la nuda corteccia senza problemi, al contrario, se dobbiamo piegare fortemente un ramo o addirittura il tronco, è opportuno avvolgerlo preventivamente con della rafia. Quando si decide di applicare il filo, è consigliabile non annaffiare il bonsai il giorno precedente, in modo da avere rami più flessibili.

Difesa dai parassiti

I nemici più comuni del Ginepro sono gli Afidi, Acari e Cocciniglia. Un programma efficace di protezione può essere costituito da trattamenti preventivi effettuati a cadenza quindicinale. Infine, bisogna tener presente che i Ginepri esposti al sole, in inverno possono cambiare colore sembrando ammalati; questa variazione non va scambiata con una malattia delle foglie.

Descrizione

Il Glicine è un bonsai dalle caratteristiche molto particolari: anche se in origine si tratta di una pianta rampicante, può essere coltivato ad "alberello" con ottimi risultati da punto di vista estetico. La struttura è slanciata, con il tronco che si contorce col passare degli anni, facendogli assumere un aspetto secolare; ma quello che rende unico il Glicine nel mondo del bonsai è la spettacolare fioritura che si sprigiona in primavera sui rami ancora nudi. È una essenza molto rustica e longeva, resiste bene al freddo e all'aria inquinata, richiedendo solo dei piccoli accorgimenti per ottenere la fioritura. In Giappone, questa pianta viene regalata alle persone care in segno di disponibilità ed amicizia.

Esposizione

In primavera, periodo in cui spuntano i fiori e le nuove foglie, è conveniente tenere il Glicine in pieno sole: per farlo vegetare con vigore, producendo rami robusti e foglie piccole. In estate, invece, come per la totalità dei bonsai, i Glicini vanno collocati all'ombra. Anche se questa essenza è molto resistente al caldo, va ricordato che ciò non è vero per le radici, quindi, se non si dispone di un ambiente ombreggiato bisogna almeno coprire i vasi in modo che l'apparato radicale non subisca pericolosi sbalzi di temperatura. In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute la "seconda primavera". In inverno, i Glicini possono essere tenuti tranquillamente all'esterno, magari proteggendo il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.

Annaffiatura

L'annaffiatura del Glicine presenta una differenza sostanziale rispetto alle altre piante: in estate questo bonsai và collocato in un sottovaso sempre pieno d'acqua, in modo che la parte inferiore del vaso rimanga immersa. Questo serve a difendere il bonsai da pericolosi "colpi di secco" e, contemporaneamente, a stimolare la produzione delle gemme fiorifere. il terriccio va irrigato abbondantemente quando si presenta quasi asciutto, ripetendo l'operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto per fare in modo che il substrato assorba completamente l'acqua versata.

Potatura

La potatura di formazione, come per la maggior parte dei bonsai, si può effettuare durante l'inverno, in modo da poter osservare la struttura del bonsai libera dalle foglie. Quando si tagliano i rami, è opportuno controllare le gemme tenendo presente che, quelle tondeggianti sono "a fiore", mentre quelle allungate sono "a legno", perciò, se vogliamo goderci una ricca fioritura, è conveniente risparmiare le gemme fiorifere e rimandare l'accorciamento di quel ramo a dopo la fioritura. Naturalmente, se l'intervento di potatura non richiede grossi interventi, si può rimandare il tutto a quando il bonsai avrà esaurito la fioritura. Da ricordare che il legno del Glicine è tenero e marcisce molto facilmente, perciò, è assolutamente indispensabile medicare i tagli provocati dalla potatura, con mastice cicatrizzante.

Rinvaso

Questa operazione, nel Glicine si effettua ogni 2-3 anni, tenendo presente che il rinvaso effettuato nel periodo invernale, in genere, provoca la mancata fioritura in primavera. Infatti, la potatura delle radici, indispensabile per effettuare un rinvaso a regola d'arte, provoca molto facilmente la caduta delle gemme "a fiore" e il conseguente sviluppo di gemme "a legno". Perciò, l'inverno resta un buon periodo per le operazioni di rinvaso e potatura, ma non si pretenda poi di avere una fioritura nella primavera successiva. Se invece occorre effettuare un rinvaso "di mantenimento" si può operare subito dopo la fioritura, quando sono caduti quasi tutti i fiori e iniziano ad aprirsi le gemme "a legno". L'apparato radicale deve essere ridotto al massimo di 1/3; lasciando integro il pane radicale vicino al tronco e accorciando leggermente le radici. Il substrato deve avere un buon drenaggio, ma non deve asciugare troppo velocemente, perciò è opportuno usare un terriccio contenente sostanza organica. Il vaso può essere smaltato o naturale, l'importante è che sia profondo, in modo da facilitare la produzione di gemme fiorifere.

Pinzatura

Subito dopo la fioritura vanno eliminati i racemi (i grappoli dei fiori) per evitare che continuino ad assorbire energia dalla pianta. In seguito, per ottenere una crescita più equilibrata, vanno accorciati i viticci e i nuovi germogli che, nel caso del Glicine sono molto vigorosi e continuano a spuntare per tutta l'estate e fino all'autunno inoltrato.

Concimazione

Il Glicine non và assolutamente concimato nei due mesi precedenti la fioritura, altrimenti il bonsai inizia a vegetare "a legno" trascurando le gemme fiorifere. Al contrario, per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre) le concimazioni debbono essere costanti e abbondanti, utilizzando un concime a lenta cessione e con una buona percentuale di fosforo. Applicazione filo Il filo in alluminio si applica in estate, controllandolo ogni settimana, per evitare che lasci dei segni sulla tenera corteccia. Ricordarsi di avvolgere il filo con una angolazione di 45° (se le spire sono troppo ravvicinate, il filo non tiene) partire avvolgendo i rami più grossi e arrivando ai più sottili. Inoltre, va ricordato che per ottenere una curvatura definitiva il filo deve rimanere sui rami per diversi mesi. Difesa dai parassiti Il glicine non è particolarmente soggetto alle patologie fungine, mentre, può essere facilmente attaccato da Afidi (in primavera) e da Acari e Cocciniglia (in estate). Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi effettuati a cadenza quindicinale, con anticocciniglia.

Descrizione

L'Olivo è il bonsai italiano per eccellenza: nonostante sia originario del Caucaso, si è diffuso rapidamente in tutti i paesi bagnati dal mediterraneo, diventando il simbolo di questa fortunata parte del globo. Il portamento massiccio, le forme contorte che conferiscono un aspetto millenario anche ad esemplari giovani e la possibilità di intervenire nell'impostazione con le tecniche di scortecciatura (jin, shari e sabamiki) rendono questa essenza particolarmente interessante per la coltivazione come bonsai. Inoltre, la naturale "generosità" di questa pianta, che reagisce alle capitozzature con un'abbondantissima emissione di germogli, facilita la formazione di nuove branche, permettendo di modellare il bonsai nella forma voluta. Le specie di Olivo sono moltissime, e differiscono soprattutto nella produzione dei frutti, mentre nella struttura, che è quello che interessa il bonsaista, sono tutte abbastanza simili; una differenza evidente esiste solo tra l'Olivo vero e proprio (Olea europea) e l'Olivastro (Olea oleaster) una specie selvatica con foglie più piccole e, quindi, molto adatta alla formazione di bonsai di piccole dimensioni.

Esposizione

In primavera, periodo in cui l'Olivo inizia a "muoversi", è conveniente tenerlo in pieno sole: un'adeguata illuminazione permette al bonsai di vegetare con vigore, producendo rami robusti, internodi corti e foglie piccole. In estate, invece, l'Olivo può continuare a prendere il sole, ma solo quello della mattina, quindi, si dovrà collocarlo ad est riparato dal sole del pomeriggio. Per compensare la secchezza dell'aria estiva, può giovare al bonsai un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida, collocato sotto. In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole. In inverno, nelle regioni del sud si può tenere la pianta all'aperto, in pieno sole.

Annaffiatura

L'Olivo ama terreni ben drenati, perciò, prima di annaffiare bisogna far asciugare bene il substrato. Inoltre, essendo una pianta sempreverde, l'Olivo va annaffiato anche d'inverno, naturalmente, con intervalli più lunghi tra una irrigazione e l'altra ed avendo l'accortezza di bagnare la mattina, in modo che la notte il terriccio abbia espulso l'acqua in eccesso.

Potatura

Nelle regioni a clima mite, la potatura dell'Olivo può essere effettuata sia d'estate, sia d'inverno, dopo la crescita primaverile e autunnale, mentre nelle regioni del nord Italia con inverni più rigidi, conviene potare in estate. In questo periodo, per evitare il "dissanguamento" del bonsai, conviene effettuare la potatura durante il ciclo di luna calante. Quando si potano grossi rami, bisogna ricordarsi che l'Olivo può provocare il "ritiro di linfa", quindi, per scongiurare il pericolo che un ramo accorciato si secchi completamente, è opportuno lasciare sempre delle foglie all'apice del suddetto ramo, in modo che continuino a "tirare" mantenendo il ramo vitale (quando saranno spuntate le nuove gemme, si potranno eliminare le foglie precedentemente risparmiate). Soprattutto se il bonsai viene rinvasato, è opportuno effettuare un'adeguata potatura della chioma, che compensi l'accorciamento delle radici. I rami più piccoli vanno tagliati con la forbice lunga, mentre quelli più grandi si tagliano con la tronchese concava; inoltre, se dobbiamo eliminare completamente un ramo che parte dal tronco, è opportuno utilizzare la tronchese sferica, in modo da evitare che il callo cicatrizzante si formi all'esterno, creando delle antiestetiche protuberanze. La scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del Bonsai, in ogni caso vanno eliminati quei rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano e, avendo l'Olivo le gemme in coppia, vanno asportati i rami contrapposti. Quando si tagliano rami più grandi di 1/2 centimetro, medicare i tagli con il mastice o la pasta cicatrizzante.

Pinzatura

Al contrario della potatura vera e propria, che si effettua quando il bonsai è in stasi vegetativa, la pinzatura va fatta quando l'Olivo è in piena vegetazione; utilizzando la forbice lunga, si accorciano i nuovi ramoscelli dopo la prima o la seconda coppia di foglie, in modo da rinforzare i virgulti e ottenere una vegetazione compatta. Inoltre, vanno eliminati completamente i rametti che crescono in posizione perpendicolare e quelli che spuntano dalla base del tronco.

Defogliazione

Avendo l'Olivo la caratteristica di provocare il "ritiro di linfa" dai rami nudi, la defogliazione è sicuramente una tecnica sconsigliabile per questa pianta. Un'asportazione totale delle foglie porterebbe all'essiccamento di molti rami e allo sviluppo di vegetazione in alcune zone a scapito di altre.

Rinvaso

Nelle regioni del centro-sud si può rinvasare in inverno e in estate, l'importante è che il bonsai si trovi in stasi vegetativa, senza nuovi germogli in crescita. Visto che l'Olivo è una pianta a lento sviluppo, i rinvasi vanno effettuati ogni 3-4 anni. L'apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 e, come per le altre piante sempreverdi, lasciando integro gran parte del pane radicale. Il substrato deve avere un buon drenaggio, quindi, può essere utilizzata Akadama assoluta o, meglio ancora, un terriccio contenente sostanza organica (tipo terriccio pronto). Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l'inverno è particolarmente rigido, proteggere dal freddo gli Olivi appena rinvasati.

Concimazione

La concimazione va effettuata esclusivamente nel periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre), utilizzando preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione che apportano una cessione costante evitando l'eccessiva concentrazione di sali minerali.

Applicazione filo

Nell'Olivo, il filo di alluminio ramato può essere applicato in qualsiasi periodo dell'anno, ricordandosi, però, che la corteccia di questa pianta è particolarmente delicata, perciò, prima di applicare il filo, è consigliabile avvolgere i rami con la rafia per evitare che rimangano segnati. Durante la stagione vegetativa vanno effettuati controlli ogni due settimane e se necessario, il filo va immediatamente tolto. Lo spessore del filo deve essere adeguato alla grandezza e alla flessibilità del ramo perciò, conviene disporre di misure diverse. Ricordarsi di avvolgere il filo con una angolazione di 45° (se le spire sono troppo ravvicinate il filo non tiene) partire avvolgendo i rami più grossi e arrivando ai più sottili. Se il filo applicato non riesce a tenere il ramo in posizione si può applicare un'altro filo, l'importante è non farli incrociare.

Difesa dai parassiti

Le patologie alle quali può andare incontro l'Olivo sono: Afidi, Cocciniglia Ragno Rosso e Fumaggine. Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi effettuati ad ogni inizio stagione, con insetticida anti-cocciniglia eanticrittogamico.

Descrizione

L'Olmo è sicuramente l'albero più utilizzato nella tecnica bonsai. Non esiste bonsaista che non abbia nella sua collezione uno o più esemplari di questa bellissima essenza. I motivi della sua grande popolarità si possono spiegare con: la possibilità di vivere sia in casa, sia all'aperto, il portamento elegante e proporzionato, l'estrema facilità di coltivazione e la grande resistenza agli attacchi dei parassiti, sia animali, sia vegetali. Inoltre, la sua notevole adattabilità gli permette di sopravvivere alle intemperanze dei bonsaisti meno esperti, i quali trovano in questo bonsai il miglior banco di prova per saggiare le proprie capacità, allontanando il rischio di "lasciare morti sul campo".

Esposizione all'esterno

In primavera, periodo in cui spuntano le nuove foglie, è conveniente tenere l'Olmo in pieno sole: un'adeguata illuminazione permette al bonsai di vegetare con vigore, producendo rami robusti, foglie piccole, vegetazione compatta ed uniforme. In estate, invece, come per la totalità dei bonsai, va collocato all'ombra. Anche se questa essenza è molto resistente al caldo, va ricordato che lo stesso non si può dire delle radici, quindi, se non si dispone di ambiente ombreggiato occorre almeno coprire i vasi per non far surriscaldare l'apparato radicale. In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute il periodo vegetativo che, nelle regioni del centro-sud, si protrae fino a novembre. In inverno, gli Olmi, possono essere tenuti tranquillamente all'esterno.

Esposizione in casa

Quando viene tenuto in casa, l'Olmo va accudito con maggior attenzione. Innanzitutto, non va dimenticato che la luce è, assieme all'acqua, un elemento indispensabile alla vita di tutte le piante. Anche se l'appartamento è luminoso, il bonsai va posizionato davanti ad una finestra. Un sottovaso riempito di ghiaia bagnata contribuisce a mantenere la giusta umidità alla pianta, sia d'estate, quando fa caldo, sia d'inverno, quando i termosifoni accesi seccano l'aria. Questa sistemazione, oltre a mantenere un microclima più idoneo al bonsai, si rivela utile anche per scongiurare le infestazioni di Ragno Rosso. Se la finestra è esposta al sole, andrà velata da una tenda per evitare che le foglie vengano ustionate dall'"effetto lente" creato dai vetri.

Annaffiatura

L'annaffiatura dell'Olmo non necessita di particolari accortezze: il terriccio va irrigato abbondantemente a pioggia, con un annaffiatoio provvisto di soffione a fori sottili, quando si presenta quasi asciutto, ripetendo l'operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto per fare in modo che il substrato assorba completamente l'acqua versata. Se il bonsai viene tenuto in casa, diventa importantissimo accertarsi, prima di annaffiare, che il terriccio non sia ancora bagnato. In estate, anche all'esterno, è utile sistemare il bonsai in un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida.

Potatura

Come per la maggior parte dei bonsai, il periodo migliore per effettuare la potatura è l'inverno: in questa stagione, infatti, la stasi vegetativa evita pericolose perdite di linfa dai tagli effettuati. La potatura si effettua con la tronchese concava e la scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati i rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, o che crescono verso l'interno e quelli che nascono sotto la base di un'altro ramo; inoltre, in presenza di rami contrapposti o paralleli, uno dei due va tagliato. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di medicare i tagli con del mastice o pasta cicatrizzante.

Pinzatura

L'Olmo è un albero particolarmente vigoroso e la produzione di nuovi germogli è praticamente continua durante tutto l'anno, perciò, bisogna ricorrere più volte alla tecnica della pinzatura, allo scopo di mantenere la silhouette del bonsai che, se non cimato, diverrebbe un cespuglio informe in poco tempo. Naturalmente, per non indebolire la pianta, occorre aspettare che dalla chioma fuoriescano molti germogli, con almeno 8-10 foglie, quindi, usandola forbice lunga, si effettua il taglio dopo la prima o la seconda foglia.

Defogliazione

Gli Olmi giapponesi a foglia piccola non hanno bisogno della defogliazione.

Rinvaso

Come per la potatura, il periodo migliore per il rinvaso và da novembre a marzo. L'apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 e, se necessario, lo si può liberare completamente dal vecchio terriccio, lavorando "a radice nuda". Il substrato deve avere un buon drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama, oppure, un terriccio contenente sostanza organica (tipo terriccio pronto) che richiederà minori annaffiature d'estate. Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l'inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo gli Olmi appena rinvasati.

Concimazione

Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione.

Applicazione filo

Come già detto, l'Olmo è un albero dalla crescita vigorosa, perciò, quando si applica il filo in alluminio per orientare i rami, bisogna ricordare di non stringerlo troppo, altrimenti la corteccia potrebbe rimanere segnata già dopo pochi giorni. Il filo si può applicare tutto l'anno, eccetto il periodo primaverile in cui la pianta cresce più velocemente, allo scopo di evitare il problema appena descritto. Quando si decide di applicare il filo, è consigliabile non annaffiare il bonsai il giorno precedente, in modo da avere rami più flessibili.

Difesa dai parassiti

Fortunatamente, gli Olmi parvifoglia e le Zelkova sono immuni dalla grafiosi (il fungo che rischia di distruggere i nostri boschi di Olmi) perciò, nella difesa dai parassiti ci si dovrà preoccupare di un solo nemico: il ragno rosso. Il microscopico Acaro che infesta quasi regolarmente i nostri bonsai nei mesi estivi, facendo cadere loro tutte le foglie. Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi effettuati a cadenza quindicinale, con un insetticida acaricida.

Descrizione

Il Podocarpo è un albero sempreverde originario della Cina e del Giappone, in natura la sua altezza si avvicina ai venti metri con fusto eretto e chioma piramidale o ovale, la corteccia è scura e liscia ed impiega molti anni per fessurarsi. Le foglie aghiformi, verde scuro, sono lunghe, appiattite. I podocarpi hanno crescita lenta e sono abbastanza indicati per i principianti, anche se non è sempre facile dare alla chioma la forma voluta.

Potature

Questa conifera cresce per tutto l'arco dell'anno, e i nuovi rami tendono a svilupparsi verso l'alto, è quindi necessario cimare costantemente i germogli, così come è bene staccare delicatamente le foglie di dimensioni eccessive. Le potature vigorose si praticano preferibilmente in inverno. Il filo metallico si può applicare tutto l'anno, facendo attenzione a non rovinare la corteccia, proteggendola con della rafia; i rami lignificati si piegano con grande difficoltà.

Esposizione

Queste piante amano le zone soleggiate, o comunque molto luminose; la crescita con luce insufficiente causa foglie molto allungate, gli eccessi di sole possono invece causare bruciature sulle foglie. Al sud la pianta può essere posta in luogo luminoso, ma parzialmente ombreggiato, soprattutto nei mesi più caldi dell'anno; il podocarpo teme il freddo e non ama le temperature inferiori ai 10°C. In generale è meglio evitare gli sbalzi di temperatura e i colpi d'aria.

Annaffiature

Mantenere il terriccio abbastanza umido, senza però eccedere, è sempre bene lasciare asciugare un poco la terra tra un'annaffiatura e l'altra. È preferibile per tutto l’anno concimare con concime organico a lenta cessione.

Terreno

Preferisce terreni ricchi, sciolti e molto ben drenati. Rinvasare in primavera ogni 2-3 anni, tagliando poco le radici; terricci scarsamente drenati favoriscono l’insorgenza di marciume radicale.

Moltiplicazione

Si possono praticare facilmente talee con rametti non ancora lignificati.

Descrizione

Specie appartenente alla famiglia delle labiate, insieme a olivastri, timi, lentischi è un arbusto che cresce spontaneo lungo le coste del bacino mediterraneo.
Difficile riuscire a trasformare un Rosmarino in un bonsai per il semplice motivo che questa essenza racchiude naturalmente in se tutte le peculiarità di un bonsai; le ridotte dimensioni delle foglie, il tronco dall'aspetto vetusto spesso solcato da shari, jin e sabamiki naturali soprattutto se si tratta di yamadori ovvero raccolto in natura e la caratteristica profumazione che lo rende gradevole anche all'olfatto. Decisamente più facile da coltivare soprattutto nel nostro meridione dove cresce spontaneo nella macchia mediterranea adattandosi con facilità a lunghi periodi di siccità e a terreni calcarei spazzati da venti che portano la salsedine del mare. La difficoltà in effetti consiste principalmente nella raccolta e nell'affrancamento in vaso; personalmente ho riscontrato un discreto successo prelevando piccole piante (ma già con la caratteristica forma "sofferta") nei pressi di cave di tufo o ai bordi delle Gravine di cui è ricco il nostro territorio, limitandomi però solo a quelle che normalmente crescono in piccole depressioni della roccia nel quale si accumula la terra portata dal vento. Questo fa si che il Rosmarino sia privo della lunga radice fittonante di cui solito è dotata la pianta e abbia sviluppato un notevole apparato radicale di superficie ricco di capillari. Il periodo migliore è ovviamente la fine dell'inverno, anche se queste piante vegetano tutto l'anno è preferibile però limitarsi al momento di massima attività linfatica per aumentare le probabilità di attecchimento.

Esposizione

Per le peculiarità già descritte il Rosmarino deve considerarsi un bonsai da esterno esposto a pieno sole anche nei periodi estivi più caldi e afosi.

Annaffiature

Prediligendo i terreni asciutti il Rosmarino non ha bisogno di abbondanti annaffiature quindi bisogna avere l'accortezza di lasciar asciugare bene il terreno prima di inumidirlo nuovamente anche per non incorrere nella marcescenza delle zone di legno morto più vicine al terreno.

Potatura

Sopporta bene qualsiasi tipo di potatura anche drastica ma bisogna sempre avere l'accortezza di lasciare alcuni rametti interni per evitare il ritiro della linfa e la morte della vena che lo alimenta a meno che non si desidera migliorare l'aspetto vetusto della pianta con degli shari naturali.
La potatura va eseguita a fine inverno sia prima che dopo la fioritura.

Pinzatura

Durante la fase vegetativa è necessario effettuare la pinzatura (o spizzicatura) dei nuovi germogli per mantenere la siluette della pianta e per infoltire la vegetazione che altrimenti diventerebbe troppo lunga con internodi molto distanti tra loro.
Questa operazione però non deve essere fatta oltre il mese di agosto se si vuole che nella primavera seguente l'arbusto fiorisca.

Avvolgimento

Il legno del Rosmarino, fragile, poroso e rigido mal si presta alle piegature con il filo.
Si possono effettuare solo piccole modellature avendo sempre l'accortezza di proteggere i ramo con rafia. Si può intervenire in inverno ma bisogna sempre controllare che durantela crescita vigorosa della primavera il filo non incida la corteccia.

Concimazione

Il Rosmarino va concimato da marzo a giugno evitando il periodo di fioritura si eviti altresì la concimazione nei periodi più caldi di luglio e agosto e continuando per tutto il resto dell'anno con concimi a lenta cessione.

Mi hanno regalato un bonsai

Una scheda dedicata a tutti coloro che per la prima volta incontrano un bonsai e hanno bisogno di qualche semplice ma utile consiglio per iniziare questa magnifica esperienza senza traumi e sopratutto senza... perdite! Spesso ci è capitato di ricevere in regalo da amici "originali" o in occasione di vendite per beneficenza una di queste piantine di cui troppo spesso abbiamo sentito parlare ma dalle quali ci siamo tenuti alla larga pur apprezzandone la bellezza. La convinzione che curare una di queste formidabili opere d'arte sia appannaggio di pochi eletti dotati di conoscenze particolari in campo botanico e, soprattutto guidati da un infallibile "pollice verde", ci ha tenuti lontani dal piacere di apprezzare il bonsai per quello che realmente è... una pianta. Una semplicissima pianta, un essere vivente, un albero che, però, a causa delle sue dimensioni e delle particolari condizioni in cui dovrà vegetare, avrà bisogno di cure amorevoli e continue. Nulla di trascendentale come i più sono portati ad immaginare, ma procediamo per gradi. Stabiliamo che prevalentemente i bonsai disponibili a prezzi accessibili (nella nostra bella Taranto reperibili quasi esclusivamente negli ipermercati) appartengono a tre specie botaniche considerate "da interno": Serissa (serissa fetida e variegata.), Carmona, Olmo e il più gettonato Ficus nelle più svariate cultivar (retusa, panda). La prima cosa da fare è dare una opportunità di sopravvivenza al nostro piccolo "amico". Pochi sanno che le contorte piantine che troviamo esposte sui bancali degli ipermercati o sotto i gazebo per la raccolta fondi a favore di associazioni benefiche, hanno sopportato un lungo e travagliato viaggio che le ha portate da paesi come la Cina e la Corea fino a casa nostra. Per sopperire alla mancanza di cure basilari come l'annaffiatura le loro radici sono state spesso arrotolate alla rinfusa in piccoli vasi pieni di argilla, ottima per trattenere l'umidità, che col passare del tempo diventa praticamente mortale e, a poco valgono i consigli degli improvvisati venditori "una volta alla settimana immergete il vaso in una bacinella di acqua e lasciatela per una decina di minuti". La prima cosa da fare quindi, appena la primavera lo permette, è quella di liberare le radici dalla morsa asfissiante dell'argilla. L'operazione, se fatta con la dovuta delicatezza, risulta più semplice di quanto si possa immaginare: - liberiamo la pianta capovolgendola e dando dei piccoli colpetti sul fondo del vaso; - ammorbidiamo il pane di argilla tenendolo immerso in una bacinella di acqua: - con cautela e servendoci di un bastoncino di legno (vanno bene anche i souvenir che "rubiamo" nei ristoranti cinesi) liberiamo le radici dalla terra facendo attenzione a spezzare il minor numero di capillari; - una volta libere con una forbice ben affilata (e qualcuno consiglierebbe anche disinfettata) eliminiamo se necessario le radici più grosse e senza capillari; - risistemiamo la piantina in un vaso (magari leggermente più grande del precedente) riempiendolo un pò alla volta con del terriccio specifico per bonsai, che facilmente possiamo reperire anche all'ipermercato (meglio non fare nomi per evitare pubblicità gratuite). Fatto questo, il bonsai va sistemato in casa, ma facendo attenzione a non posizionarlo vicino ad una fonte di calore (come un termosifone) né ad esporlo a correnti d'aria. Inoltre, sceglieremo un luogo molto luminoso ma non attaccato ad una finestra dove batte il sole, perché il vetro funzionerebbe come una lente e rischierebbe di bruciare il nostro benamato. Meglio se in primavera/estate quando la temperatura supera i 15°, potremo, anzi dovremo, sistemarlo all'esterno in modo da permettergli di rinvigorirsi. Scelta la nuova dimora del nostro pargoletto, ora dobbiamo imprimere nella mente la magica e fondamentale regola del bonsaista perfetto: non dimenticare di annaffiare il bonsai. L'annaffiatura è, infatti, fondamentale per il bonsai più che per le piante, perché il vaso che lo contiene dispone di ben poca terra che, soprattutto d'estate, si asciuga molto in fretta pregiudicandone la vita. Non bisogna, però, neppure esagerare, dal momento che alcune specie non gradiscono molta acqua. Vale comunque la regola di toccare il terriccio con le dita per capire se è umido o asciutto e quindi, se asciutto, annaffiare. Utilizziamo un annaffiatoio munito di diffusore a getto fine, in modo da bagnare il terriccio uniformemente e senza smuoverlo. Se tenuto in casa è altresì molto utile nebulizzare la chioma del bonsai o meglio ancora poniamo il bonsai in un sottovaso pieno di argilla espansa per evitare che la terra entri in contatto diretto con l'acqua delle annaffiature che si depositerà sul fondo e che evaporando creerà un microclima umido intorno al nostro bonsai... non preoccupatevi!! Perché col tempo sarete in grado di capire "ad occhio" le esigenze idriche, e non solo, del nostro prediletto. Altra cosa importante, spesso dimenticata, è che il bonsai, non essendo un soprammobile, come ogni essere vivente ha bisogno di nutrirsi, e non solo di bere!! Dobbiamo, quindi, provvedere a fertilizzarlo periodicamente, di solito dall'inizio della primavera all'autunno inoltrato, escludendo i mesi più caldi dell'estate e seguendo le esigenze della specie in questione. Come tipo di concime, data l'inesperienza iniziale consiglio uno a lenta cessione,magari organico che ci evita errori di somministrazione letali per qualsiasi pianta.