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 rosmarino

 

Rosmarinus officinalis

 

Specie appartenente alla famiglia delle labiate, insieme a olivastri, timi, lentischi è un arbusto che cresce spontaneo lungo le coste del bacino mediterraneo.

Difficile riuscire a  trasformare un Rosmarino in un bonsai per il semplice motivo che questa essenza racchiude naturalmente in se tutte le peculiarità di un bonsai; le ridotte dimensioni delle foglie, il tronco dall’aspetto vetusto spesso solcato da shari , jin e sabamiki naturali soprattutto se si tratta di yamadori  ovvero raccolto in natura e la caratteristica profumazione che lo rende gradevole anche all’olfatto.

Decisamente più facile da coltivare soprattutto nel nostro meridione dove cresce spontaneo nella macchia mediterranea adattandosi con facilità a lunghi periodi di siccità e a terreni calcarei spazzati da venti che portano la salsedine del mare.

La difficoltà in effetti consiste principalmente nella raccolta e nell’affrancamento in vaso; personalmente ho riscontrato un discreto successo prelevando piccole piante (ma già con la caratteristica forma “sofferta”) nei pressi di cave di tufo o ai bordi delle Gravine di cui è ricco il nostro territorio, limitandomi però solo a quelle che normalmente crescono in piccole depressioni della roccia nel quale si accumula la terra portata dal vento.

Questo fa si che il Rosmarino sia privo della lunga radice fittonante di cui solito è dotata la pianta e abbia sviluppato un notevole apparato radicale di superficie ricco di capillari.

Il periodo migliore è ovviamente la fine dell’inverno, anche se queste piante vegetano tutto l’anno è preferibile però limitarsi al momento di massima attività linfatica per aumentare le probabilità di attecchimento.

 

Esposizione

Per le peculiarità già descritte il Rosmarino deve considerarsi un bonsai da esterno esposto a pieno sole anche nei periodi estivi più caldi e afosi.

 

Annaffiature

Prediligendo i terreni asciutti il Rosmarino non ha bisogno di abbondanti annaffiature quindi bisogna avere l’accortezza di lasciar asciugare bene il terreno prima di inumidirlo nuovamente anche per non incorrere nella marcescenza delle zone di legno morto più vicine al terreno.

 

Potatura

Sopporta bene qualsiasi tipo di potatura anche drastica ma bisogna sempre avere l’accortezza di lasciare alcuni rametti interni per evitare il ritiro della linfa e la morte della vena che lo alimenta a meno che non si desidera migliorare l’aspetto vetusto della pianta con degli shari naturali.

La potatura va eseguita a fine inverno sia prima che dopo la fioritura.

 

Pinzatura

Durante la fase vegetativa è necessario effettuare la pinzatura (o spizzicatura) dei nuovi germogli per mantenere la siluette della pianta e per infoltire la vegetazione che altrimenti diventerebbe troppo lunga con internodi molto distanti tra loro.

Questa operazione però non deve essere fatta oltre il mese di agosto se si vuole che nella primavera seguente l’arbusto fiorisca.

 

Avvolgimento

Il legno del Rosmarino, fragile, poroso e rigido  mal si presta alle piegature con il filo.

Si possono effettuare solo piccole modellature avendo sempre l’accortezza di proteggere i ramo con rafia.

Si può intervenire in inverno ma bisogna sempre controllare che durantela crescita vigorosa della primavera il filo non incida la corteccia.

 

Concimazione

Il Rosmarino va concimato da marzo a giugno evitando il periodo di fioritura si eviti altresì la concimazione nei periodi più caldi di luglio e agosto e continuando per tutto il resto dell’anno con concimi a lenta cessione.

 

 

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