Stili Bonsai

  • Bankan

    Bankan

    Un tempo diffuso, è ormai raro, anche se ne esistono in Giappone esemplari molto vecchi raccolti in natura.
    Nello stile Bankan si da molta importanza al tronco, che dovrà necessariamente avere una o più curve, avvolgendosi su se stesso. Le radici dovranno essere presenti per dare il senso della longevità della pianta. La chioma dovrà rispettare i dettami classici degli altri stili bonsai di base.
    Bonsai, soprattutto di Pinus pentaphylla, ispirati a questo stile sono stati commercializzati e diffusi sin dal XVII secolo.
  • Neagari

    Neagari

    Alcune grosse radici esposte seguono per lunghi tratti, prolungandolo, l’andamento del tronco, mentre altre, generalmente più sottili, se ne distaccano.
    la pianta appare come sospesa e l’insieme suggerisce sensazioni di aerea leggerezza.
    Attualmente poco usato, questo stile ha conosciuto, in passato, periodi di grande popolarità.
  • Chokkan

    Chokkan

    Formato da una sola pianta dritta, ha l’apice perpendicolare alla base del tronco.
    I rami, a cadenza di tre (sinistro-posteriore-destro oppure destro-posteriore-sinistro) si alternano con simmetria lungo il tronco e si assottigliano avvicinandosi all’apice. Il primo ramo, che dovrebbe trovarsi all’incirca a un terzo dell’altezza complessiva, determina la posizione della pianta nel caso, collocata nella parte opposta allo sviluppo di questo ramo.
  • Fukinagashi

    Fukinagashi

    Rappresenta drammaticamente una pianta modellata dal vento piegata di 45° o più.
    Per questa ragione lo sviluppo aereo si trova collocato all’interno della parte inclinata, mentre dal lato opposto e all’apice possono essere presenti jin. È il solo stile in cui sono ammessi rami che, seguendo la direttrice del vento, incrociano il tronco. La pianta è posizionata in un vaso piuttosto basso, nella parte opposta all’inclinazione.
  • Hokidachi

    Hokidachi

    Poche ramificazioni principali disposte a corona attorno al tronco sostengono una massa di rami più sottili che formano una fitta chioma ovale o tondeggiante, posta al di sopra della base del tronco.
    La pianta è leggermente decentrata rispetto al vaso, solitamente piuttosto basso.
    Questo stile, frequentemente usato in Giappone soprattutto con Zelkove, è un pò l’immagine delle piante che vediamo abitualmente nelle nostre campagne.
  • Bunjin

    Bunjin

    Chiamato anche libero, astratto.
    La caratteristica peculiare dello stile è un’evidente sproporzione tra la lunghezza del tronco e la massa delle radici, racchiuse in un vaso piccolo, tondo o svasato. Un fusto sottile, che presenta però la caratteristica della specie, porta pochi sottili rami la maggior parte dei quali è concentrata verso l’apice.
    Elegante nella sua semplicità, si dice sia stato ispirato da antiche pitture cinesi che raffiguravano alberi svettanti su alte montagne.
  • Shakan

    Shakan

    L’apice è inclinato entro un’angolazione di 45° rispetto alla base.
    Lo sviluppo aereo e le grosse radici superficiali seguono l’andamento del tronco; il primo ramo si sviluppa invece in senso opposto, bilanciando la pianta. L’importanza di questo ramo, che dovrebbe trovarsi a circa 1/3 dell’altezza complessiva, è determinante per caratterizzare armoniosamente questo stile.
  • Han-kengai

    Han-kengai

    La pianta, inclinata, parte dal lato opposto a quello da cui deborda dal vaso.
    Lo stile prevede due apici: uno in alto, posto all’incirca sopra la piegatura del ramo principale e l’altro in basso, al limite della vegetazione. L’apice inferiore non supera mai l’altezza del vaso. Talora la vegetazione è presente solo nella parte terminale del tronco che avrà in questo caso l’importanza primaria.
  • Kengai

    Kengai

    Simile all’Han-Kengai, differisce da questo perché l’apice inferiore oltrepassa l’altezza del vaso.
    La chioma può anche svilupparsi completamente al di fuori del contenitore, dalla parte opposta alla base del tronco, senza però toccare il bordo. Il vaso dovrà essere molto alto e la sua scelta sarà determinante per l’effetto della composizione.
  • Ikada-buki

    Ikada-buki

    Riproduce un albero sopravvisuto ad un abbatimento naturale.
    Più tronchi, disposti sulla stessa linea, formano un boschetto unito da una stessa radice che è in realtà la parte affiorante del tronco di una pianta collocata orizzontalmente nel vaso e i cui rami sono stati legati allo scopo di assumere un andamento verticale.
  • Ne-tsuranari

    Ne-tsuranari

    Boschetto di piante distinte nate da una stessa radice.
    Simile all’Ne-tsuranari, differisce da questo per la diversa disposizione dei tronchi. Viene solitamente usato con piante pollonanti dalle radici, come, per esempio, gli Olmi.
  • Saikei

    Saikei

    Prevede un paesaggio in vaso formato da rocce, alberi, piante, muschi e sabbia che simula un mare o un fiume.
    Evidentemente “suggerito” dai giardini in miniatura di antichissima origine, è uno stile creato dal maestro giapponese Toshio Kawamoto e diffuso nel secondo dopoguerra.